I Paesi Cinque Terre
Le
origini delle Cinque Terre risalgono alla metà del XI secolo.
Il riconoscimento delle Cinque Terre come patrimonio mondiale dell'umanità
da parte dell'Unesco suggella secoli di storia.
Chi si avvicina alle Cinque Terre dal mare, come chi le osserva dall'alto
del crinale che le protegge a settentrione, avverte nella forma e disposizione
degli abitati, nel loro tessuto a maglie strette, nell'estrema concentrazione
delle abitazioni, un impianto insediativo omogeneo. A parte Corniglia,
che sorge lontana dal mare su un'alta e scoscesa protuberanza rocciosa,
le altre Terre sono tutte racchiuse entro strette valli segnate da piccoli
torrenti.
Le foci dei corsi d'acqua danno su spiazzi usati come scali per imbarcazioni.
Se poi dal mare o dal monte ci si avvicina ai singoli borghi fino a distinguere
la forma delle abitazioni, in tutte si riconosce un omogeneo modello costruttivo:
ripide scalinate, stretti vicoli, case molto alte addossate le une sulle
altre, quasi a costituire una cortina difensiva aggiuntiva rispetto alla
fortificazione vera e propria. Tali caratteristiche ne costituiscono elementi
tipici: l'architrave in ardesia o in serpentina, talvolta lavorata a bassorilievo,
la scala interna ripida e stretta, la presenza di un solo locale per piano.
Monterosso, il paese più grande, è caratterizzato da una
parte antica e una moderna separate da un promontorio roccioso. Ha lunghe
spiagge interrotte da scogli selvaggi su cui si abbarbicano torri medievali
e moderne. Nella vicina Vernazza, ricca di un potente sistema di fortificazioni
troviamo una chiesa romanica di incredibile bellezza. Romanticamente appoggiata
su uno sperone di roccia, Corniglia domina il mare dall'alto delle sue
case e dei suoi vigneti. Manarola e Riomaggiore, regalano alla vista i
colori pastello delle case, strette e allungate, gli scali a mare per
le barche dei pescatori, le chiese medievali impreziosite da marmorei
rosoni.
La via dell'amore
L'affascinante
sentiero che collega Riomaggiore e Manarola, scavatonelle pareti di roccia
e nelle scogliere a picco sul mare, in origine era uno stretto sentiero
costruito durante la realizzazione della linea ferroviaria che doveva
portare alla Spezia, ma ben presto il romantico sentiero divenne Via dell'Amore,
e con questo nome è oggi conosciuto in tutto il mondo
I Santuari delle Cinque Terre
Troviamo
cinque santuari che sovrastano i rispettivi borghi:
- Nostra Signora di Soviore (Monterosso)
- Nostra Signora di Reggio (Vernazza)
-
Nostra Signora delle Grazie (S.Bernardino-Vernazza)
- Nostra Signora della Salute (Volastra-Manarola)
- Nostra Signora di Montenero (Riomaggiore)
I
Sentieri

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre propone interessanti passeggiate
ed escursioni, alla scoperta della natura, dei paesaggi e della storia
delle Cinque Terre.
I SENTIERI DEL C.A.I.
Per gli appassionati di escursionismo numerosi sentieri tracciati dal
C.A.I. percorrono il territorio del Parco offrendo suggestivi ed indimenticabili
panorami.
Il sentiero n°1, ad esempio, sale sul crinale dominando dall'alto
l'incomparabile paesaggio delle Cinque Terre, tra boschi e spazi aperti.
Numerosi altri sentieri si snodano dai cinque paesi tagliando trasversalmente
il territorio del Parco. Sono itinerari panoramici, naturalistici, alcuni
interessanti anche sotto il profilo urbanistico e architettonico
IL SENTIERO AZZURRO
Il sentiero n°2, conosciuto come il "Sentiero Azzurro",
è l'itinerario classico che collega i cinque borghi marinari attraverso
una lunghezza complessiva di circa 12 chilometri. Questo percorso litoraneo,
caratterizzato da mulattiere acciotolate e gradinate, offre suggestivi
sguardi al paesaggio naturale e a quello antropico, singolare per i terrazzamenti,
in uno straordinario scenario colorato dal cielo, dal mare e dalla terra
e profumato dalle piante della macchia mediterranea. Di facile percorrenza,
presenta restringimenti del tracciato.
LA VIA DEI SANTUARI Ogni borgo delle Cinque Terre possiede un santuario
al quale si può facilmente accedere percorrendo appositi sentieri. La "Via dei Santuari" collega questi
suggestivi luoghi di culto attraverso facili percorsi, ognuno dei quali
con caratteristiche paesaggistiche differenti.
Un itinerario insolito, singolare via di pellegrinaggio, interessante
dal punto di vista storico in quanto custode delle antiche origini contadine
dei cinque paesi.
LA VIA DELL'AMORE La "Via dell'Amore", spettacolare
percorso intagliato nella roccia a strapiombo sul mare, è un tratto del
"Sentiero Azzurro" che collega i paesi di Riomaggiore e Manarola.E'
un itinerario turistico che in ogni stagione dell'anno incanta i suoi
visitatori per la bellezza del mare e della natura selvaggia e per la
singolare morfologia delle rocce. Lungo il sentiero sono posizionate panchine
che permettono di riposarsi, ascoltando il rumore delle onde e il cinguettio
degli uccelli.
TORRE GUARDIOLA All'interno del territorio di Riomaggiore, nell'area
dell'ex batteria Racchia, vecchie fortificazioni militari sono state recuperate
e trasformate nel Centro di Educazione Ambientale Torre Guardiola. L'itinerario
rappresenta una vera e propria immersione nella natura, alla scoperta
della vegetazione e dei suoi profumi, ideale punto di osservazioni ornitologiche
grazie ad esperte guide naturalistiche.
All'interno del Centro si snoda il "Percorso della Scrittura",
dove è possibile creare testi ispirati al meraviglioso ambiente circostante.
L'AMBIENTE NATURALE
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è un'oasi naturalistica che nel
tempo ha preservato intatte le caratteristiche di una natura incontaminata.
Il paesaggio, formato da rocce di origine ed età diverse, è contrassegnato
da una particolare acclività e dalla mancanza di tratti pianeggianti.
La costa, alta e frastagliata, è lineare, scarsamente incisa da insenature
e promontori, scavata dal mare in amene e suggestive grotte. Le poche
spiagge, sabbiose e ciottolose, sono il risultato di apporti detritici
dei corsi d'acqua, di frane o di accumuli di materiali lasciati dall'uomo.
La catena montuosa ripara la costa dai venti settentrionali, mentre
le correnti calde ed umide provenienti dal mare risalgono i contrafforti
montuosi con la conseguente condensazione del vapore acqueo che si trasforma
in nebbia sul crinale e in frequenti precipitazioni ad alta quota. Il
clima è di tipo mediterraneo, con stagioni estive secche ed inverni particolarmente
miti. La complessità orografica ha portato ad una varietà di microclimi
con la conseguente diversificazione della vegetazione. I boschi di leccio
sono stati in parte sostituiti con fasce coltivate o con altre essenze
arboree quali il pino marittimo, il pino di Aleppo, sugheri e castagni. Negli ambienti litoranei crescono il finocchio di mare e il dauco
marino vicino al cappero, in passato attivamente coltivato. Negli ambienti
rupestri, accanto alla cineraria marina, il senecio bicolore, la ruta,
ed altre varietà; nelle fessure più ampie della roccia si trovano l'euforbia
arborea e numerose specie tipiche della macchia mediterranea. In tutta
la zona sono diffusi arbusteti come rosmarino, timo, elicriso e lavandula.
Macchia ad erica arborea e macchia mista, formata da lentisco, mirto,
terebinto, ginestra spinosa, corbezzolo, fillirea e ginepro rosso, creano
una boscaglia densa e intricata di liane, tra le quali la salsapariglia,
la robbia, la fiammola, l'asparago, il caprifoglio etrusco e marino.
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è naturalmente anche felice
habitat per svariate specie faunistiche che qui trovano le condizioni
ideali per vivere e riprodursi. Tra
le specie avifaunistiche figurano il gabbiano reale, il falco pellegrino
e il corvo imperiale, tra i mammiferi, il ghiro, la donnola, la talpa,
la faina, il tasso, la volpe e il cinghiale. Nelle aree boschive è facile
ammirare la lucertola muraiola, il ramarro e alcuni serpenti come il biacco,
il colubro di Esculapio e la vipera; vicino ai ruscelli vivono rane e
salamandre dagli splendidi colori.
L'AMBIENTE
ANTROPICO
L'incontro fra uomo e natura ha portato ad una valorizzazione del territorio
del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Da circa mille anni l'uomo è intervenuto su queste aspre montagne
a picco sul mare sviluppando aree coltivate, per poter sopravvivere in
zone anticamente coperte da un fitto manto boschivo.
Quasi come per scommessa l'uomo ha voluto intraprendere questa
dura lotta con la natura. Una sfida ardua da vincere, data la ripidezza
della montagna, senza la quale oggi non si potrebbe ammirare lo splendido
ed incredibile spettacolo costituito dai terrazzamenti.
Generazione dopo generazione, l'uomo ha frantumato la roccia creando
con i massi più grossi i muri a secco, e con i detriti più piccoli l'humus
per la vite, aggiungendo sterpaglie ed aghi di pino. Dalla coltura della
vite è derivata una eccellente produzione di vini, rinomata per la qualità
più che per la quantità. Coltivare la vite, infatti, è molto faticoso
a causa della asprezza del terreno e delle difficoltà logistiche e di
trasporto. La vicinanza delle vigne al mare, e soprattutto al terreno
caldo ed assolato, fa sì che il vino che se ne ricava sia molto dolce.
Quella della vite non è la sola attività che lega l'uomo alla terra.
Accanto ai vigneti si estendono coltivazioni di limoni, rinomata
la produzione di Monterosso, oliveti e orti. Un paesaggio coltivato con
pazienza e con cura, tanto da aver donato al territorio del Parco Nazionale
un aspetto ancor più suggestivo, con i sinuosi terrazzamenti che, come
un manto verde, costeggiano e sovrastano il mare. I piccoli borghi delle Cinque Terre confermano
quanto il contatto dell'uomo con la natura sia qui avvenuto senza apportare
traumi al territorio. Gli abitati si sono sviluppati nel rispetto dei
valori naturali ed ambientali, salvaguardando la zona dal pericolo dell'eccessiva
espansione edilizia. Essenziali i tracciati viari, con molte strade e
viottoli percorribili solamente a piedi.
L'Area marina protetta delle 5 terre
L'area marina protetta delle Cinque Terre, comprende quattro comuni:
Riomaggiore (con la frazione di Manarola), Vernazza (con la frazione di
Corniglia), Monterosso al Mare e, parzialmente, Levanto.
LA FAUNA MARINA
I fondali delle Cinque Terre sono considerati fra i più vari e ricchi
di fauna marina della Liguria. In una superficie di fondale relativamente ridotta
come quella delle Cinque Terre, condividono lo spazio vitale numerosissime
specie, alcune poco frequenti in altre località del Mediterraneo; è il caso di citare, ad esempio, la gorgonia
Eunicella verrucosa e il mollusco Luria lurida. La relativa torbidezza
di queste acque, riducendo l'illuminazione dei fondali, consente inoltre
d'osservare a pochi metri di profondità diverse specie "sciafile",
amanti cioè della penombra, che solitamente vivono a profondità più impegnative,
come la Paramuricea clavata, la più bella gorgonia del Mediterraneo.
LA VEGETAZIONE
Il fondale costiero roccioso, caratterizzante la quasi totalità dell'Area
protetta, se si escludono le spiagge di Monterosso e Corniglia, agevola
l'insediamento di numerose specie algali. Alle varie profondità si osserva
infatti una grande presenza di questi organismi che, grazie alla loro
capacità di produrre nutrimento a partire dall'energia solare, realizzano
il primo anello della catena alimentare. La Posidonia, invece, è una pianta marina,
piuttosto diffusa sui fondali sabbiosi
delle Cinque Terre: a parte diverse macchie di varie dimensioni
sparse qua e là, a Monterosso è presente una vera e propria prateria che
si estende, a partire da una profondità di 5-8 metri sino a 20-25, da
Punta Mesco alla spiaggia della Fegina. Nella zona di Corniglia è invece
presente la Cimodocea, un'altra pianta dalle caratteristiche simili alla
Posidonia, che qui forma una piccola prateria.
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