ALBERGO LUNA DI MARZO

Via Montello, 387/c
19010 Volastra
Riomaggiore - Italy
tel/fax +39 0187 920530
info@albergolunadimarzo.com

[change language]

[ HOME ]


I Paesi Cinque Terre
Le origini delle Cinque Terre risalgono alla metà del XI secolo.
Il riconoscimento delle Cinque Terre come patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco suggella secoli di storia.
Chi si avvicina alle Cinque Terre dal mare, come chi le osserva dall'alto del crinale che le protegge a settentrione, avverte nella forma e disposizione degli abitati, nel loro tessuto a maglie strette, nell'estrema concentrazione delle abitazioni, un impianto insediativo omogeneo. A parte Corniglia, che sorge lontana dal mare su un'alta e scoscesa protuberanza rocciosa, le altre Terre sono tutte racchiuse entro strette valli segnate da piccoli torrenti.
Le foci dei corsi d'acqua danno su spiazzi usati come scali per imbarcazioni.
Se poi dal mare o dal monte ci si avvicina ai singoli borghi fino a distinguere la forma delle abitazioni, in tutte si riconosce un omogeneo modello costruttivo: ripide scalinate, stretti vicoli, case molto alte addossate le une sulle altre, quasi a costituire una cortina difensiva aggiuntiva rispetto alla fortificazione vera e propria. Tali caratteristiche ne costituiscono elementi tipici: l'architrave in ardesia o in serpentina, talvolta lavorata a bassorilievo, la scala interna ripida e stretta, la presenza di un solo locale per piano.
Monterosso, il paese più grande, è caratterizzato da una parte antica e una moderna separate da un promontorio roccioso. Ha lunghe spiagge interrotte da scogli selvaggi su cui si abbarbicano torri medievali e moderne. Nella vicina Vernazza, ricca di un potente sistema di fortificazioni troviamo una chiesa romanica di incredibile bellezza. Romanticamente appoggiata su uno sperone di roccia, Corniglia domina il mare dall'alto delle sue case e dei suoi vigneti. Manarola e Riomaggiore, regalano alla vista i colori pastello delle case, strette e allungate, gli scali a mare per le barche dei pescatori, le chiese medievali impreziosite da marmorei rosoni.

La via dell'amore
L'affascinante sentiero che collega Riomaggiore e Manarola, scavatonelle pareti di roccia e nelle scogliere a picco sul mare, in origine era uno stretto sentiero costruito durante la realizzazione della linea ferroviaria che doveva portare alla Spezia, ma ben presto il romantico sentiero divenne Via dell'Amore, e con questo nome è oggi conosciuto in tutto il mondo
I Santuari delle Cinque Terre
Troviamo cinque santuari che sovrastano i rispettivi borghi:
- Nostra Signora di Soviore (Monterosso)
- Nostra Signora di Reggio (Vernazza)
- Nostra Signora delle Grazie (S.Bernardino-Vernazza)
- Nostra Signora della Salute (Volastra-Manarola)
- Nostra Signora di Montenero (Riomaggiore)

I Sentieri


Il Parco Nazionale delle Cinque Terre propone interessanti passeggiate ed escursioni, alla scoperta della natura, dei paesaggi e della storia delle Cinque Terre. 
I SENTIERI DEL C.A.I.
Per gli appassionati di escursionismo numerosi sentieri tracciati dal C.A.I. percorrono il territorio del Parco offrendo suggestivi ed indimenticabili panorami.
Il sentiero n°1, ad esempio, sale sul crinale dominando dall'alto l'incomparabile paesaggio delle Cinque Terre, tra boschi e spazi aperti. Numerosi altri sentieri si snodano dai cinque paesi tagliando trasversalmente il territorio del Parco. Sono itinerari panoramici, naturalistici, alcuni interessanti anche sotto il profilo urbanistico e architettonico IL SENTIERO AZZURRO
Il sentiero n°2, conosciuto come il "Sentiero Azzurro", è l'itinerario classico che collega i cinque borghi marinari attraverso una lunghezza complessiva di circa 12 chilometri. Questo percorso litoraneo, caratterizzato da mulattiere acciotolate e gradinate, offre suggestivi sguardi al paesaggio naturale e a quello antropico, singolare per i terrazzamenti, in uno straordinario scenario colorato dal cielo, dal mare e dalla terra e profumato dalle piante della macchia mediterranea. Di facile percorrenza, presenta restringimenti del tracciato.
LA VIA DEI SANTUARI Ogni borgo delle Cinque Terre possiede un santuario al quale si può facilmente accedere percorrendo appositi sentieri.  La "Via dei Santuari" collega questi suggestivi luoghi di culto attraverso facili percorsi, ognuno dei quali con caratteristiche paesaggistiche differenti.
Un itinerario insolito, singolare via di pellegrinaggio, interessante dal punto di vista storico in quanto custode delle antiche origini contadine dei cinque paesi. 
LA VIA DELL'AMORE  La "Via dell'Amore", spettacolare percorso intagliato nella roccia a strapiombo sul mare, è un tratto del "Sentiero Azzurro" che collega i paesi di Riomaggiore e Manarola.E' un itinerario turistico che in ogni stagione dell'anno incanta i suoi visitatori per la bellezza del mare e della natura selvaggia e per la singolare morfologia delle rocce. Lungo il sentiero sono posizionate panchine che permettono di riposarsi, ascoltando il rumore delle onde e il cinguettio degli uccelli. 
TORRE GUARDIOLA All'interno del territorio di Riomaggiore, nell'area dell'ex batteria Racchia, vecchie fortificazioni militari sono state recuperate e trasformate nel Centro di Educazione Ambientale Torre Guardiola. L'itinerario rappresenta una vera e propria immersione nella natura, alla scoperta della vegetazione e dei suoi profumi, ideale punto di osservazioni ornitologiche grazie ad esperte guide naturalistiche. All'interno del Centro si snoda il "Percorso della Scrittura", dove è possibile creare testi ispirati al meraviglioso ambiente circostante.
L'AMBIENTE NATURALE
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è un'oasi naturalistica che nel tempo ha preservato intatte le caratteristiche di una natura incontaminata. Il paesaggio, formato da rocce di origine ed età diverse, è contrassegnato da una particolare acclività e dalla mancanza di tratti pianeggianti. La costa, alta e frastagliata, è lineare, scarsamente incisa da insenature e promontori, scavata dal mare in amene e suggestive grotte. Le poche spiagge, sabbiose e ciottolose, sono il risultato di apporti detritici dei corsi d'acqua, di frane o di accumuli di materiali lasciati dall'uomo. La catena montuosa ripara la costa dai venti settentrionali, mentre le correnti calde ed umide provenienti dal mare risalgono i contrafforti montuosi con la conseguente condensazione del vapore acqueo che si trasforma in nebbia sul crinale e in frequenti precipitazioni ad alta quota. Il clima è di tipo mediterraneo, con stagioni estive secche ed inverni particolarmente miti. La complessità orografica ha portato ad una varietà di microclimi con la conseguente diversificazione della vegetazione. I boschi di leccio sono stati in parte sostituiti con fasce coltivate o con altre essenze arboree quali il pino marittimo, il pino di Aleppo, sugheri e castagni.  Negli ambienti litoranei crescono il finocchio di mare e il dauco marino vicino al cappero, in passato attivamente coltivato. Negli ambienti rupestri, accanto alla cineraria marina, il senecio bicolore, la ruta, ed altre varietà; nelle fessure più ampie della roccia si trovano l'euforbia arborea e numerose specie tipiche della macchia mediterranea. In tutta la zona sono diffusi arbusteti come rosmarino, timo, elicriso e lavandula. Macchia ad erica arborea e macchia mista, formata da lentisco, mirto, terebinto, ginestra spinosa, corbezzolo, fillirea e ginepro rosso, creano una boscaglia densa e intricata di liane, tra le quali la salsapariglia, la robbia, la fiammola, l'asparago, il caprifoglio etrusco e marino. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è naturalmente anche felice habitat per svariate specie faunistiche che qui trovano le condizioni ideali per vivere e riprodursi.  Tra le specie avifaunistiche figurano il gabbiano reale, il falco pellegrino e il corvo imperiale, tra i mammiferi, il ghiro, la donnola, la talpa, la faina, il tasso, la volpe e il cinghiale. Nelle aree boschive è facile ammirare la lucertola muraiola, il ramarro e alcuni serpenti come il biacco, il colubro di Esculapio e la vipera; vicino ai ruscelli vivono rane e salamandre dagli splendidi colori.
L'AMBIENTE ANTROPICO
L'incontro fra uomo e natura ha portato ad una valorizzazione del territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Da circa mille anni l'uomo è intervenuto su queste aspre montagne a picco sul mare sviluppando aree coltivate, per poter sopravvivere in zone anticamente coperte da un fitto manto boschivo. Quasi come per scommessa l'uomo ha voluto intraprendere questa dura lotta con la natura. Una sfida ardua da vincere, data la ripidezza della montagna, senza la quale oggi non si potrebbe ammirare lo splendido ed incredibile spettacolo costituito dai terrazzamenti. Generazione dopo generazione, l'uomo ha frantumato la roccia creando con i massi più grossi i muri a secco, e con i detriti più piccoli l'humus per la vite, aggiungendo sterpaglie ed aghi di pino. Dalla coltura della vite è derivata una eccellente produzione di vini, rinomata per la qualità più che per la quantità. Coltivare la vite, infatti, è molto faticoso a causa della asprezza del terreno e delle difficoltà logistiche e di trasporto. La vicinanza delle vigne al mare, e soprattutto al terreno caldo ed assolato, fa sì che il vino che se ne ricava sia molto dolce. Quella della vite non è la sola attività che lega l'uomo alla terra. Accanto ai vigneti si estendono coltivazioni di limoni, rinomata la produzione di Monterosso, oliveti e orti. Un paesaggio coltivato con pazienza e con cura, tanto da aver donato al territorio del Parco Nazionale un aspetto ancor più suggestivo, con i sinuosi terrazzamenti che, come un manto verde, costeggiano e sovrastano il mare.  I piccoli borghi delle Cinque Terre confermano quanto il contatto dell'uomo con la natura sia qui avvenuto senza apportare traumi al territorio. Gli abitati si sono sviluppati nel rispetto dei valori naturali ed ambientali, salvaguardando la zona dal pericolo dell'eccessiva espansione edilizia. Essenziali i tracciati viari, con molte strade e viottoli percorribili solamente a piedi.
L'Area marina protetta delle 5 terre
L'area marina protetta delle Cinque Terre, comprende quattro comuni: Riomaggiore (con la frazione di Manarola), Vernazza (con la frazione di Corniglia), Monterosso al Mare e, parzialmente, Levanto.
LA FAUNA MARINA
I fondali delle Cinque Terre sono considerati fra i più vari e ricchi di fauna marina della Liguria. In una superficie di fondale relativamente ridotta come quella delle Cinque Terre, condividono lo spazio vitale numerosissime specie, alcune poco frequenti in altre località del Mediterraneo; è il caso di citare, ad esempio, la gorgonia Eunicella verrucosa e il mollusco Luria lurida. La relativa torbidezza di queste acque, riducendo l'illuminazione dei fondali, consente inoltre d'osservare a pochi metri di profondità diverse specie "sciafile", amanti cioè della penombra, che solitamente vivono a profondità più impegnative, come la Paramuricea clavata, la più bella gorgonia del Mediterraneo.
LA VEGETAZIONE
Il fondale costiero roccioso, caratterizzante la quasi totalità dell'Area protetta, se si escludono le spiagge di Monterosso e Corniglia, agevola l'insediamento di numerose specie algali. Alle varie profondità si osserva infatti una grande presenza di questi organismi che, grazie alla loro capacità di produrre nutrimento a partire dall'energia solare, realizzano il primo anello della catena alimentare.  La Posidonia, invece, è una pianta marina, piuttosto diffusa sui fondali sabbiosi delle Cinque Terre: a parte diverse macchie di varie dimensioni sparse qua e là, a Monterosso è presente una vera e propria prateria che si estende, a partire da una profondità di 5-8 metri sino a 20-25, da Punta Mesco alla spiaggia della Fegina. Nella zona di Corniglia è invece presente la Cimodocea, un'altra pianta dalle caratteristiche simili alla Posidonia, che qui forma una piccola prateria.
Up | Down | Top | Bottom



© 2004, ALBERGO LUNA DI MARZO. Tutti i diritti riservati